martedì 2 settembre 2014

in principio era l'acciaio


La mia bici rimessa a nuovo assieme a mio padre in questa foto è riprodotta per metà a colori e per metà in bianco e nero, poca fantasia direte, forse si ma, per farvi capire cosa si prova tornare in sella ad una bici in acciaio non è facile.

Non è comoda, il telaio columbus pesa milleottocento grammi, monta tubolari vittoria su bellissimi cerchi nisi m 20, il cambio campagnolo 980 non prevede la compatta quindi forza a volontà sui pedali, la cambiata non è superveloce, perchè bisogna usare i due manettini sul telaio e frenare non è facile, tutto questo fa capire come il ciclismo di un tempo fosse duro e di quante comodità il mercato ci ha offerto negli anni.

Non sarà una bici griffata, non ostenta nomi tipo Pinarello, Colnago, per citarne alcuni, ma è veramente un ottimo prodotto artigianale fatto con cura negli anni ottanta da un rivenditore romano, Primo Liberati, telefonando in negozio mi è stato detto che in quel periodo realizzavano, su richiesta di alcuni corridori, telai su misura.

La bici così assemblata senza strafare pesa sui nove chilogrammi, più l'anima.

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