venerdì 18 novembre 2016

a vele spiegate


Tenere un blog aggiornato non è facile, quanto sei rilassato e sicuro pubblichi sempre novità, ma quando lo stato d’animo non è dei migliori non riesci, per quanto lo desideri, a mostrare narcisisticamente agli altri uno spicchio della tua esistenza.
Dieci anni fa non immaginavo che i miei disegni e i miei pensieri potessero essere condivisi con il mondo, entrando in questo meccanismo, se non sei coerente credi di deludere le aspettative di chi ti segue, il diario di immagini e parole non è più segreto e quello che rimaneva tra me e il foglio ora viaggia alla velocità della luce su algoritmi indecifrabili.
Dove stà la differenza? forse nell’introspezione che si dissolve nell’istante in cui il tuo pensiero è mercificato dalla quantità di like che riceve.

E se fosse solo un modo in più per farsi conoscere si potrebbe accettare di buon grado le persone che gradiscono, commentano, criticano e condividono e si rispecchiano nei tuoi stessi pensieri, allora i social diventano come un mare nel quale non devi immergerti ma planare sopra il sottile strato superficiale a vele spiegate, senza cercare il dettaglio in profondità dove tutto è rallentato, ma andare veloce senza guardarti troppo attorno.

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